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storia di vicenza

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storia di vicenza

La fedeltà alla Serenissima fu una caratteristica di Vicenza - e ancor più del territorio vicentino nel suo complesso - anche per tutto il periodo seguente, durante il quale Venezia, il più giovane tra gli Stati italiani di terraferma, si trovò a lottare per conservare ed anzi per ingrandire il proprio territorio, sia con le armi che con un abile gioco diplomatico in cui si stringevano e disfacevano alleanze. Nel bel mezzo di questa situazione Gerardo Maurisio ricorda un episodio singolare[58]. Anche se all'epoca la comunità cristiana doveva essere abbastanza fiorente e organizzata per permettersi di erigere contemporaneamente due edifici di culto, non sembra che la città fosse già sede episcopale, in quanto un vescovo di Vicenza viene documentato solo alla fine del VI secolo[28]. Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per offriti servizi in linea con le tue preferenze. In caso di vittoria gli stati che si erano alleati avevano stabilito di spartirsi la Terraferma: Vicenza insieme con tutto il Veneto avrebbe dovuto essere assorbita dal Sacro Romano Impero. L'imperatore pretese subito un tributo e, tramite il proprio vicario, impose alla città dei nuovi statuti che modificavano quelli del 1264. Il primo - seppure modesto - storico fu Giacomo Marzari che pubblicò un piccolo compendio di storia vicentina civile ed ecclesiastica; dopo di lui vennero Silvestro Castellini, che compilò un'opera più seria e completa, e Francesco Barbarano, vissuto nel XVII secolo. Genre/Form: History: Additional Physical Format: Online version: Storia di Vicenza. [136][137] Il 17 e 18 novembre 1944, in due giorni, furono scaricate sul quadrante nord della città 25 000 devastanti "bombe a spillo" (bombe dirompenti antiuomo) che provocarono oltre 500 morti. Di un'economia così depressa soffriva tutta la società, sia quella dei magnates, che comunque dovevano sopportare ingenti spese per mantenere il ruolo, che quella dei piccoli proprietari e della povera gente, che stentava ad affrontare la quotidianità. cit., La resa fu firmata in una sala della villa, Monte Valbella, Col del Rosso e Col d'Echele, Nei teatri di Vicenza: storia, personaggi, curiosità, avvenimenti, 1585-1948, Stefani ripropone “il martirio di una città”, Historia rerum in Italia gestarum ab anno MCCL ad annum usque MCCCXVIII, in Le opere di Ferreto de' Ferreti vicentino, a cura di C. Cipolla, I podestà di Vicenza. Come altre città venete, al tempo della Guerra civile romana (49-45 a.C.) probabilmente Vicenza parteggiò per Cesare e, in premio, tra il 49 e il 42 a.C. divenne municipium romano optimo iure, cioè con pienezza di diritti civili e politici: non essendo una città conquistata ebbe la possibilità di mantenere le proprie magistrature. Le famiglie patrizie che governavano il Comune, d'altra parte, erano preoccupate per il fatto che le carestie minavano i loro interessi. Nel lungo periodo in cui, dopo la serrata del Trecento, il diritto a sedere nel Consiglio cittadino e a ricoprire cariche pubbliche era ereditario, anche se alienabile, l'antichità della stirpe e la purezza del sangue erano la base, accettata, su cui si reggeva la preminenza delle famiglie[98]. Cresceva intanto la potenza di Verona e verso fine del secolo Padova, temendo un attacco che avrebbe trovato il sostegno di almeno una parte dei vicentini, rafforzò le difese della città, fortificando in particolare l'Isola (l'area circondata dai fiumi, circostante all'attuale Piazza Matteotti) e aumentando la pressione sulla popolazione. Read this book using Google Play Books app on your PC, android, iOS devices. Per quanto riguarda la vita religiosa, anche a Vicenza - così come in tutt'Italia e in Europa - nei primi decenni del Duecento si diffusero con estrema rapidità gli Ordini mendicanti, distribuendosi nella città secondo la naturale divisione in quartieri. Storia Della Citta Di Vicenza Di Silvestro Castellini, Ove Si Vedono I Fatti E Le Guerre De' Vicentini, Cosi Esterne Come Civili, Dall' Origine Di Essa Citt Sino All' Anno … A differenza di Verona e di Padova, città situate al crocevia di importanti vie di traffico dove, al sorgere del Comune medievale, i mercanti e gli artigiani costituivano i gruppi sociali di maggior rilievo, Vicenza fu dominata dai signori rurali che, pur mantenendo il loro feudo, si insediarono in città per partecipare più agevolmente alle alleanze e alle lotte regionali e vi costruirono case fortificate e torri. Durante la ritirata, le colonne tedesche e fasciste[145] attaccate dai partigiani compirono ancora rappresaglie ed eccidi, come la strage di Pedescala[146]. Vi furono ancora un podestà padovano, che scatenò una vera e propria guerra sanguinosa contro magnates e notabili, e uno ferrarese, che ne scatenò un'altra contro i fuorusciti finché fu costretto a dimettersi. La vita in città era molto pesante: il centro storico e i sobborghi erano sovraffollati per la presenza sia dei profughi che dei militari, la legna e il carbone coke per il riscaldamento e per la cucina (l'inverno 1916-17 fu uno dei più nevosi e gelidi del secolo) erano razionati, così come i viveri e il petrolio per l'illuminazione. Come le altre città venete Vicenza fu inserita da Augusto nella X Regio (Venetia et Histria secondo la denominazione di Diocleziano). Il vescovo Pistore in persona accorse da Vicenza per riconquistare il castello, ma restò ucciso durante il tentativo. La notizia dell'eroica impresa fece il giro delle città insorte. In un primo momento questo gruppo, influenzato dal Pasini, aderì al governo veneziano di Daniele Manin, tanto che il 1º aprile si trasformò in Comitato provvisorio dipartimentale alle dipendenze di Venezia. Sempre in questo periodo i Maltraversi si imparentarono con potenti famiglie che rafforzarono i collegamenti politici con l'area estense. Nel mese seguente il tempestivo afflusso di rinforzi italiani riuscì a bloccare l'avanzata degli austriaci, che si attestarono su posizioni più arretrate e la situazione rimase in stallo per un altro anno, con battaglie cruente che però cambiavano di poco le rispettive posizioni. Gli succedette il vescovo Pistore, che scomunicò il conte e lo spogliò del feudo affidandolo alla famiglia dell'advocatus vescovile, i da Vivaro. Scattò l'obbligo dell'oscuramento e 4.000 abitanti dell'alta Valle dell'Astico furono evacuati dai loro paesi e spostati nella parte occidentale della provincia. Il 10 giugno Radetzky attaccò nuovamente la città con 30.000 soldati e 50 cannoni. Read reviews from world’s largest community for readers. Vicenza si riempì così di edifici monumentali imponenti, anche se spesso ridimensionati rispetto al grandioso progetto iniziale o completati con grande ritardo perché, nel frattempo, erano venuti a mancare i fondi per costruirli. Sotto la cattedrale sono conservati e visibili i resti di domus decorate e di strade romane e, in ottimo stato di conservazione, il criptoportico sotto la Piazza del Duomo, parte di una domus patrizia. Essa fu originata da varie cause, come la volontà espansionistica di Cangrande e la ritrosia di Padova ad assoggettarsi al potere imperiale. Il PCI curò il coordinamento di tutte le forze garibaldine; a sua volta la Democrazia Cristiana, spalleggiata dalla Chiesa locale, capillarmente presenti in tutti i paesi, passò all'attività armata, ponendosi come punto di riferimento per tutte le formazioni, non solo cattoliche, ma che non si riconoscevano in quelle affiliate ai garibaldini. Provides accommodations with a patio and free WiFi. Ma, a parte questi episodi, in un ambiente con gravi carenze igieniche e di persone debilitate, il rischio di contrarre malattie infettive e di morirne era endemico[83]. Morì nel 1259 a Soncino, presso Cremona, per le ferite riportate nella battaglia di Cassano d'Adda. L’apice della sua storia? Nella provincia di Vicenza esse furono vinte dal Partito popolare - che era stato fondato nello stesso anno e raccoglieva i voti dei cattolici - che ottenne il 50% circa dei voti, grazie alla sua grande capacità di penetrazione, veicolata attraverso le organizzazioni parrocchiali, così numerose, efficienti ed amate nel Vicentino, che svolgevano un'azione allo stesso tempo religiosa, sociale e politica. Storia Della Citta Di Vicenza Di Silvestro Castellini, Ove Si Vedono I Fatti E Le Guerre De' Vicentini, Cosi Esterne Come Civili, Dall' Origine Di Essa Città Sino All' Anno 1630...: Amazon.es: Silvestro Castellini: Libros en idiomas extranjeros La città in effetti si arricchiva e si espandeva. Title: Biblioteca e storia di quei scrittori così della città come del territorio di Vicenza che pervennero fin' ad ora a notizia del P.F. Questo processo prende il nome di costruzione del distretto comunale o conquista del contado[32]. Neri Pozza, 1987 - Art. Please see Wikipedia's template documentation for further citation fields that may be required. Nel dopoguerra, a partire dagli anni cinquanta, un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più ricche d'Italia. La Terza guerra di indipendenza del 1866 "passò quasi inosservata a Vicenza, pur trovandosi la città relativamente vicina alla zona delle operazioni militari"[116]. Anche se la fine del Medioevo e la nascita dell'età moderna si pongono convenzionalmente nella seconda metà del Quattrocento (caduta di Costantinopoli o scoperta dell'America), per quanto riguarda la storia del Veneto - e di Vicenza in particolare - la cesura storica si può porre all'inizio del XV secolo: è il momento in cui Venezia diventa uno Stato che governa un importante dominio di terraferma che durerà quattro secoli. Dopo la vittoria della Lega nella battaglia di Legnano, con gli accordi della pace di Costanza del 1183 alle città fu concesso di continuare a riscuotere tributi, amministrare la giustizia (ma ai funzionari imperiali competeva l'eventuale appello), eleggere i propri magistrati (anche se poi dovevano essere confermati dall'imperatore), mantenere e costruire fortificazioni. Bibliografia storica della città e provincia di Vicenza, 1916, This page was last edited on 11 December 2020, at 21:14. Il sistema politico basato sull'oligarchia del patriziato veneziano era considerato talmente superato che, quando il Congresso di Vienna restaurò l'ordine precedente, neppure prese in considerazione la rinascita della Serenissima. Storia di Vicenza book. Con la morte di Ezzelino e il massacro del fratello Alberico e di tutta la sua famiglia, era stato completamente distrutto il primo potere veramente sovracittadino che, per oltre vent'anni, aveva retto la Marca. La città divenne sede di nuove istituzioni: la Camera di commercio, il Ginnasio e il Liceo, il Giudice di pace, il Monte Napoleone che incamerava molti beni ecclesiastici e doveva gestire la pubblica assistenza. Oltre a ciò, il fatto che la città sia attualmente abitata impedisce di effettuare scavi e ricerche in modo estensivo. Nel 1867 l'approvazione della legge sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico e sulla soppressione degli ordini religiosi[118] mise in difficoltà le coscienze dei vicentini più legati alla Chiesa e lo stesso Lampertico - che pure l'anno prima era stato favorevole alla legge - votò contro. Nulla rimane del breve periodo ostrogoto, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, ma nulla lascia neppure pensare a una decadenza della città, che più probabilmente divenne punto di riferimento religioso della popolazione autoctona rispetto ai Goti ariani.

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